Questa Organizzazione Sindacale in merito al rischio di poter contrarre malattie infettive durante l’espletamento del servizio per i Poliziotti Penitenziari, nonché per il personale del comparto ministeri in contatto con persone detenute, chiede alla S.V. di coordinarsi con l’Azienda Sanitaria Locale affinché tutte le figure professionali operanti all’interno della Casa Circondariale di Matera, possano fruire gratuitamente di vaccini esistenti utili a prevenire malattie, soprattutto del vaccino contro la meningite.
Nell’attesa di un riscontro, si porgono cordiali saluti
f.to Emanuele Lucio LAMAGNA - Segretario Regionale
DPCM 15 giugno 2015 n° 84 – soppressione provveditorati regionali e costituzione del distaccamento di Potenza.
In riferimento alla nota n. 31382UPF/rSind del 16.12.2016 di pari oggetto, nel prendere atto del contenuto molto evasivo della stessa, si rammenta nuovamente che la soppressione del Provveditorato Regionale della Basilicata con sede a Potenza non ha razionalizzato nessuna risorsa umana, mezzi e strumenti di lavoro, stravolgendo la ratio della norma, trasformando l’ex provveditorato in presidio nella sua forma originale, ad esclusione del solo dirigenze generale.
Abbiamo appreso con enorme stupore che il personale di P.P. in posizione di distacco (definito dalla stessa amministrazione come assegnazione provvisoria) che opera nell’ex provveditorato da diversi anni, ha maturato il diritto, le aspettative e le esigenze del personale stabilmente assegnato, ovviamente sfugge a questa O.S. il riferimento normativo, per cui chiede alle SV. Ill.ma di fornire maggiori delucidazioni, tenuto conto che detta teoria, non è stata mai applicata in diverse e simile circostanze.
Nel corso dell’incontro con le OO.SS. in data 13 giugno u.s. presso l’ex PRAP della Basilicata, la maggior parte delle organizzazioni sindacali avevano chiesto che il personale in esubero doveva rientrare nella propria sede di appartenenza e che nel frattempo era necessario definire i carichi di lavoro e l’organico necessario per il Presidio di Potenza, evidenziando che eventuali carenze della COR dovevano essere soddisfatte attraverso un interpello, così come avvenuto all’epoca della costituzione del servizio.
Ad oggi, nessuna comunicazione è giunta alle OO.SS. in merito ai provvedimenti adottati dal Provveditorato Regionale (seppur laddove fossero provvisori), circa l’attuale assetto organizzativo e gestionale, la riallocazione del personale con i relativi nuovi incarichi di lavoro, soprattutto di quelle unità che prestavano servizio in determinati uffici la cui competenza è stata trasferita totalmente a Bari (ufficio detenuti, della contabilità/FD, ecc..); oltretutto, non si è a conoscenza a chi è stata affidata la responsabilità di detto Presidio.
Non è assolutamente concepibile che una sede di dirigenza generale viene soppressa ed il personale ivi operante rimane tutto in loco, quando poi a 500 metri di distanza, l’istituto penitenziario è sotto organico con notevoli problematiche organizzative e di gestione.
Nell’attesa di cortese urgente riscontro, distinti saluti.
F.to Donato SABIA _ Segretario Generale Basilicata
Nella giornata di Sabato u.s., ennesima brillante operazione eseguita dalla Polizia Penitenziaria in servizio nel Carcere di Potenza, che durante un normale controllo di routine ha rinvenimento e sequestrato un quantitativo di droga bel occultata tra gli alimenti destinato ad un detenuto.
Il tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti all’interno delle strutture carcerarie è un fenomeno sempre più in crescita negli ultimi anni, come sta accadendo nella struttura del capoluogo.
Notevoli operazioni sono state eseguite a Potenza anche con l’ausilio delle unità cinofile del Corpo il cui esito è stato quasi sempre positivo, ma nonostante tutto, registriamo la totale assenza dell’Amministrazione Penitenziaria, che è molto lontana dalla realtà quotidiana, esordisce così Donato Sabia – Segretario Generale UILPA Polizia Penitenziaria di Basilicata.
Non sono bastati i numerosi episodi e le denunce del sindacato per riproporre una nuova politica gestionale rilanciando la cd. fase 2 del Corpo, in termini di organizzazione e funzionalità.
Ad oggi, nessun strumento tecnologico è stato fornito al personale come la possibilità di corsi professionali mirati, in modo che i baschi azzurri possano contrastare con forza questi eventi.
Nella struttura di via Appia, nonostante i numerosi casi, l’Amministrazione non ha ancora provveduto a fornire all’Istituto una apparecchiatura a raggi X per il controllo dei pacchi che vengono consegnati dai familiari nell’occasione dei colloqui visivi con i propri congiunti ristretti, oltre al mancato acquisto di appositi di kit per il rilevamento rapido di sostanze stupefacenti “drager DrugTest”, per non spendere un centinaio di euro, quanto invece né consumano tanti altri per cose inutili.
Alza il tono della voce Sabia, è un periodo difficile per la Polizia Penitenziaria, oltre a lavorare sotto organico (visto che da due anni non avvengono le assunzione neanche per compensare i pensionamenti, il cc.dd. turn over), raddoppiano i carichi di lavoro come aumenta l’escalation di reati in carcere e le aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria.
La situazione è al collasso ed i numeri parlano chiaro, a gennaio c.a. le aggressioni sono passate dalle 344 registrate nel 2013 alle attuali 525, i reati commessi in carcere da 983 a 2.458; gli atti vandalici sono 1904 rispetto ai 663 di quattro anni fa, mentre le risse tra i reclusi sono lievitate da 38 a 51. Bisogna mettere un freno a tutto ciò per ripristinare la legalità all’interno degli istituti penitenziari, la UIL ha chiesto l’intervento del Ministro, in quanto non è più possibile andare avanti con questa politica, altrimenti si rischia il tracollo dell’intero sistema penitenziario italiano.
Conclude il Sindacalista – da anni che i baschi azzurri non ricevono l’approvvigionamento del vestiario per poter svolgere servizio, come uniforme, scarpe, tute operative, insegne di qualifica e distintivi, i mezzi sono obsoleti e inefficienti per kilometraggio e per vecchiaia. Adesso ad aggravare le condizioni di lavoro degli Agenti è la radicalizzazione islamica e proselitismo all’interno degli Istituti, per cui il Corpo è chiamato a svolgere un’attività di intelligence per la sicurezza nazionale, con un organico ridotto di circa 8.000 unità e nessun provvedimento straordinario è stato adottato dal Governo per le eventuali assunzioni nella Polizia Penitenziaria, così come è avvenuto per le restanti FF.PP. nell’occasione del Giubileo.
f.to donato sabia - Segretario Generale Basilicata